A volte vengono erroneamente fatte rientrare nella categoria dell’avorio, oltre alle zanne degli elefanti, le corna di altri animali e alcuni tipi di ossa. Inoltre oggi vengono prodotti materiali sintetici sempre più perfetti che otticamente non si distinguono dall’avorio. Tutti questi materiali sono composti da molecole distinte che si possono riconoscere facilmente e chiaramente con l’analisi spettroscopica (vedi fig. a destra).
Per effettuare l’analisi è sufficiente prelevare pochi milligrammi di materiale (con una fine fresa) ed inviare il campione per posta ad un laboratorio specializzato.
Tutti gli avori si distinguono per la loro durezza, compattezza, brillantezza e resistenza, caratteristiche dovute alla loro composizione chimica. L’avorio è costituito da un insieme di sostanze inorganiche, come il fosfato di calcio, e sostanze organiche, come l’elastina ed il collagene, che subiscono specifiche alterazioni con il passare del tempo. L’analisi con la spettroscopia infrarossa evidenzia le molecole presenti nella materia permettendo di distinguere in modo chiaro le sostanze inorganiche da quelle organiche e di misurare la loro relativa modificazione avvenuta col passare del tempo.
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Per molti metodi scientifici sono necessari campioni del materiale da esaminare. Generalmente i campioni richiesti sono minimi, di pochi milligrammi e la lacuna ha dimensioni inferiori a quelle dei danni provocati dai tarli, dalla corrosione o da altre cause accidentali.
Questi danni “naturali” sono spesso considerati una prova di antichità, mentre il prelievo di campioni per l’accertamento dell’autenticità di oggetti d’arte viene visto come un intervento contro la cultura. Le valutazioni opposte ovviamente non si basano su considerazioni culturali.
Questo dubbio è normale. Ma il legno è un materiale organico molto complesso di cui è nota la straordinaria resistenza all’acqua e al calore. L’indipendenza dagli agenti atmosferici di una parte della massa lignea è provata, tra l’altro, dall’ambra e da navi millenarie trovate sul fondo del mare. L’ambra è una resina che, pur essendo rimasta per più di 200 milioni di anni nei fondali sottomarini, nel letto di fiumi o nella terra umida, ha un aspetto molto simile alla resina fresca. Anche le travi di antiche navi hanno mantenuto la forma e l’aspetto di legno vecchio.
Dalla misurazione e dal confronto di spettri di materiale vecchio e giovane preso dagli esempi citati è risultato che esistono molecole del legno il cui comportamento è del tutto indipendente da fattori dell’ambiente esterno. Queste molecole vengono usate per la datazione spettroscopica.